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venerdì, novembre 30, 2007
La cinta del cameriere di Zio Vania
"Ale! mi accompagni domani a Porta Portese a trovare degli accessori per la recita?"
Danilo non è un attore nè professionista, nè dilettante. Però una volta l'anno il fratello, che recita in una compagnia teatrale parrocchiale, lo chiama per particine nelle rappresentazioni annuali.
"Stavolta Stefano non recita un pezzo da ridere. Stavolta è pesanteee. Fanno Zio Vania di Cechov".
"Zio Vania? E tu che fai? e cosa ti serve?"
"Mi fanno fare la parte di Efim, il cameriere di Zio Vania ... è una particina ... dico 2 parole 2 ...".
"E allora? che devi comprare?" faccio io.
"Devo vedere una cinta di pelle Nera ed un paio di stivali per la recita..."
"Scusa Danilo ma per dire 2 parole in una recita parrocchiale tu vai a spendere non so quanti soldi? Fosse una cosa con tante repliche per la quale sei retribuito!!!"
"No perchè..." ed ha iniziato con un discorso dei suoi dove giustifica la sua decisione che anche se gli parlo e cerco di convincerlo per 10 ore ... no tanto lui sel'èmessaintestacosì!!!!
Il giorno dopo andiamo a PortaPortese a cercare gli accessori del costume ... che poi il tutto avrebbe un suo vantaggio perchè se sei suo amico e a Carnevale non sai da che vestirti, da lui pescheresti sempre qualche cosa vista la sua fissazione nei particolari dei costumi nelle sue comparsate in recite e sfilate nel comune "familiare" di Amelia.
Per gli Stivali non c'è problema e li trova di simil-pseudo-finta-pelle ed a suo dire li metterà anche per accompagnare il cane nelle "passeggiate" notturne.
Per la cinta troviamo una bancarella con cinte che non si sa se sono di pelle o anche esse di simil-pseudo-finta-pelle.
"Ecco questa NERA farebbe al caso mio ... certo però la fibbia non va bene"
Il ragazzo del Bangladesh che tiene la bancarella inizia a sperare di vendere la sua prima cinta della giornata "Se tu volere, io cambiare fibbia, questa va bene?" e gli fa vedere un'altra cinta che potrebbe andare bene per una recita Punk del Rocky Horror Picture Show e non per Zio Vania di Cechov.
Ci vede un pò titubanti ed allora dice "... e questa? e quest'altra? io cambiare fibbia!!!"
Danilo ha il cuore generoso e cerchiamo di accontentare il ragazzo del Bangladesh più che trovare la cinta PERFETTA per il cameriere di Zio Vania.
La scelta è fatta: il ragazzo dovrà mettere la parte di pelle della cinta NERA con la fibbia di una cinta che doveva essere di una Darklady.
L'operazione parte ... perchè di operazione si tratta, Bisturi, cacciavite, bucacinte, cacciavite a croce, la fibbia non va bene, il pezzetto sotto la fibbia è troppo lungo, la vitarella cade nello scomparto di mille portafogli, il cacciavite è troppo piccolo per avvitare, ci vogliono prima due poi tre buchi in più ed altri 2 ragazzi del bangladesh vengono dalle vicine bancarelle per aiutarlo: ha sudato più per montare la Cinta NERA del cameriere di Zio Vania che per venire qui in Italia!!!
Alla fine quando chiede 6 Euro, tale e tanta è stata la fatica che non ci mettiamo a trattare e gli lasciamo quell'euro che in altri casi avremmo rosicchiato con manfrine di tante e tante domeniche passate a Porta portese.
Il venerdì dopo vado a sorpresa a vedere la recita dello Zio Vania di Cechov: è la prima!!!
La riduzione è stata gradevole ed il pubblico ha apprezzato lo sforzo degli attori nel rappresentare un'opera non facile.
Alla fine della rappresentazione chiamo Danilo e mi faccio vedere. Danilo è sorpreso e contento: qualcuno era andato a vederlo nella rappresentazione del cameriere di Zio Vania!
Però quel qualcuno è Alessandro. Io sono un Rompipalle. Ma è perchè gli voglio bene. Un amico deve essere sincero no? Cosa avrebbe dovuto dire un amico? Sei stato Bravissimo punto.
Io no! Io purtroppo sono fatto così. Vorrei il meglio per tutti ed allora inizio a rompere "Sei stato bravo, te la sei cavata bene, ma dovevi parlare più forte!"
Danilo mi guarda sorridendo "nella seconda battuta mi avevano detto loro di dire piano <<Cosa Succede?">>" ed io rompipalle continuo "e poi alla fine dovevi entrare in scena tre secondi dopo" ... ben TRE secondi dopo come se io fossi un grande regista teatrale.
Danilo sapendo che dico le cose con affetto sorride di nuovo "Grazie di essere amico mio!"
Non lo so perchè mi viene così da rompere le scatole ma comunque non è una presa di posizione solo nei suoi confronti. Anzi faccio tanti complimenti, ma dico anche "perchè quell'attore che entra in scena appena svegliato ha guanti e cappotto?".
"La recita mi è piaciuta Danilo, non era facile e siete stati bravi" come chiosa ai commenti.
"Okay allora prendiamo le macchine e torniamo a casa" fa Danilo "... domani sicuramente entro in scena 3 secondi dopo!!!!"
Facciamo per andare alle macchine e mi rivolgo di nuovo a Danilo:
"A Danì ma mi spieghi una cosa? Ma perchè poi alla fine avevi una cinta di Pelle MARRONE?"
Dedicato a Danilo "Grazie di essere amico mio!"
mercoledì, novembre 21, 2007
L'Attesa Disattesa
Sogno speranza fremito
tac
preoccupazione disillusione rassegnazione
Alessandro Savocco
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Lucio Fontana - Concetto Spaziale Attesa
domenica, novembre 18, 2007
Cresciuto a Pane e Peanuts - parte 2a
Qualcuno in questi giorni l'ha visto il libricino con tutte le vignette che inventai all'epoca ritrovato dopo tanti anni. Lo avevo nella borsa del computer ed ho raccontato: "ti ricordi quando hanno inventato le email?" oppure "questa è quando misero la commissione mensa!". "Me lo regali?" "Mi fai una copia?". Il mondo del lavoro è diventato così stressante che tutti vorremmo tornare a sorriderci sopra. Ora si passano le giornate lavorative magari senza avere il tempo di fare una telefonata privata. E poi magari qualcuno ti accusa di non avere attenzioni o di essere sparito ... e magari i clienti dicono pure che la tua Azienda lavora male. Ah!! I bei tempi quando c'era anche il tempo per fare la corte ad una collega ...
Boh forse sarò un po' sfigato io che mi vado a cercare il lavoro più stressante al mondo!
Vabbè ne pubblico altre 3 e mi auto-prendo in giro...
Questa era una vignetta sulla MERITOCRAZIA e sul fatto che ogni scusa è buona per offrire qualcosa:

* * *
La seconda e la terza riguardano "l'arrivo di una nuova collega in ufficio" e la mia "timidezza".


Insomma me le sono cantate e "disegnate" da solo ...
mercoledì, novembre 14, 2007
Cresciuto a Pane e Peanuts
Quando ieri sono capitato per caso sul divertentissimo blog di Maghetta-Streghetta, che rende arte la sua inventiva e bravura nello scrivere strips, mi è rivenuto in mente di quando tra i 15 e 20 anni mi nutrivo di Pane e Peanuts (le striscie di Charlie Brown, Snoopy & Co. disegnate da Schultz). 
Ho comprato all'epoca decine e decine di libri e letto migliaia di strisce. Sono stato sempre affascinato dai caratteri di Schultz e mi identificavo in Charlie Brown, il bambino dalla testa rotonda timido che non riesce a parlare alla Ragazzina dai capelli rossi ed un pò succube delle situazioni.
L'umorismo di quelle striscie mi è sempre piaciuto ed ha un pò influenzato il mio umorismo che, quando si manifesta, è condito di un pizzico d'ironia e spesso di autoronia.
Circa una quindicina di anni fa mi capitò tra le mani un SoftWare per creare vignette dei Peanuts e, visto che non so disegnare, colsi l'occasione per inventare qualche vignetta dedicata alla mia vita lavorativa. Ne uscì un libricino di una dozzina di vignette che distribuii ai colleghi ed oggi dopo tanto cercare l'ho ritrovato.
Pubblico qui 3 vignette d'esempio (clicka sulle vignette per vederle ingrandite):
... questa la inventai quando nacque la legge sul trattamento dei dati personali ...

* * *
la seconda la pensai quando ci "invitarono" a comprare le azioni TelecomItalia con il nostro T.F.R....

* * *
... la terza era una battuta su me stesso che programmavo e progettavo il Software e continuavo a casa ...

Lo so ... sono cretinate ... ma a me fanno ancora sorridere e mi fanno ancora tenerezza perchè mi ricordano una fase della mia vita. Ce ne sono altre magari pure carine ... ma vabbè ... lasciamo fare il vignettista a chi lo sa fare davvero ...
giovedì, novembre 08, 2007
Baby sei un viaggio per me
Baby forse non lo sai
sei come un viaggio per me
sei come un viaggio da un deserto ad un vulcano
sei come un viaggio verso un prato verde o un rigoglioso campo di grano
sei come un viaggio verso il passato dei nostri ricordi
verso il futuro dei nostri sogni
sei come un viaggio nell'attesa e nel desiderio
verso l'emozione e la sorpresa
sei come un viaggio attraverso i tuoi occhi e la tua voce
verso i meandri della tua mente
Hey Baby, ora lo sai,
ho viaggiato tanto ma tu sei il mio viaggio preferito ...
Alessandro Savocco
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martedì, novembre 06, 2007
La Paura del NO
Non stiamo sempre bene. A volte capita che stiamo giù di morale o depressi o abbiamo un problema che ci siamo tenuti per tanto tempo dentro, che abbiamo rimuginato e che non ci fa star bene. Qualche amico lo sa che io ci sono. Se mi chiama ho un buon orecchio per ascoltare e una buona bocca non tanto per dare un consiglio, che comunque non sarebbe ascoltato, ma per raccontare qualcosa che può rassicurare e che può far sentire meno soli nel "non star bene". Ci sono per ascoltare pazientemente fatti, paure ed indecisioni. Ci sono per sentire i dubbi e per farli schiarire ... Ci sono altrimenti smentirei quello che è il mio motto "un buon amico è meglio di un buono psicologo".
L'altro giorno stavo da Roby ad ascoltarlo come oramai non succedeva da anni. Quando ascolti un amico ti si fanno magari le due di notte e ti rivengono in mente anche fatti che avevi sepolto o messi in un angolino del cervello. L'altra sera avevamo finito per parlare della "Paura del NO".
Se qualcuno parla della "Paura del NO" là salgo in cattedra io! Lì so come trovare parole rassicuranti.
"Io penso che la Paura del NO derivi dal fatto che non sappiamo soffrire o dal fatto che siamo insicuri di noi stessi, dal fatto che un NO ci smonterebbe e non varrebbe il nostro pensiero che Valiamo lo stesso anche se C'è un NO" aveva detto Roby. "...non me lo dire a me ... io che per la paura del NO in pratica non mi sono mai dichiarato, mi ricordo quella volta nel '90 non ce la facevo proprio più e dovevo dire qualcosa ad Angela ... ero in ascensore da solo con lei ... gli ascensori della Telesoft dovevano fare solo 3 piani ma andavano particolarmente lenti ... mi uscì un filo di voce <<Angela ti posso dire una cosa?>> <<Si - rispose - cosa?>> <<Ti volevo dire che ... ti voglio bene>> e si aprirono le porte dell'ascensore e comparve qualcuno e il discorso finì lì. Ti rendi conto? Ho esternato un sentimento ma poi non mi sono preoccupato se ci sarebbe stato un SI o un NO per paura del NO!" Roby si era rinvigorito al mio racconto "E' perchè tu ti accontenti dello 0 a 0 trapattoniano per paura di perdere, a me invece mi è sempre piaciuto Zeman ... qualche gol lo prendeva, ma faceva spettacolo e qualche gol lo segnava pure". Il mio racconto della Paura del NO aveva avuto effetto e Roby aveva finalmente spostato la sua attenzione dai suoi problemi.
La volta dopo con Danilo non si può non parlare di questo o di quel problema caratteriale che abbiamo perchè i problemi comunque li abbiamo tutti ... certe volte solo non li vogliamo vedere ... mentre altre volte abbiamo tempo di vederli e voglia di superarli.
Non so come, non so perchè partendo dalla passeggiata con il cane dopo più di un'ora a parlare ha portato il discorso sulla paura del NO ... e non ero stato io a portarlo!!! "Per me i 'NO' fanno bene" ha detto " è come agire avendo paura del fuoco senza essersi mai scottato ... se non sai come è fatto il fuoco, non saprai evitarlo bene, nè fare la mossa giusta la volta dopo ... e poi lo sai che è la donna che comanda ... mica puoi aspettare che si dichiari lei ....". Sagge parole, me le dovrei scolpire a fuoco nel cervello e farle mie ... se un giorno mai ... di nuovo ... No?
Domani dovrei andare dal capo e chiedergli un premio ... un bell'aumento penso di meritarlo ... oddio forse è meglio non farlo ... e se mi dovesse dire di NO?
domenica, novembre 04, 2007
La sua cura dei Fiori
C'erano tanti fiori. Sapeva curare i fiori e le piante con la sua costanza ed il suo amore. 
I fiori sono tanto belli, ma anche fragili ed, il più delle volte, inermi. Sapeva trattare i fiori come sapeva trattare i bambini. Era stato prima maestro e poi Direttore Didattico e con loro la sua severità giusta era alternata alla sua simpatia. Invece la sua intelligenza, disponibilità e la sua costanza erano sempre lì e davano sicurezza. E come fiorivano i fiori e diveninano rigogliose le piante, i bambini crescevano e lo amavano. E tra quei bimbi c'erano i suoi 2 figli.
Anche quest'anno c'erano tanti fiori e Lui li avrebbe saputi curare benissimo.

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